Gilles Villeneuve, ieri e oggi

 

Gilles VilleneuveStorie di uomini in corsa, come Gilles Villeneuve. Uno che diceva: ” Se si dovesse pensare alla morte, agli incidenti, alla famiglia quando si è dentro una macchina a 300 all’ora sarebbe meglio non partire neppure” . Quando arrivo’ a Maranello i meccanici si guardarono scuotendo la testa: ” ville chi?”. Uno sconosciuto sul quale Enzo Ferrari aveva scommesso: “So benissimo che nessuno punterebbe mai dei soldi su di lui. Ma io si” .

Viaggiava con moglie e figli piccoli al seguito. Non sopportava gli alberghi, dormivano tutti insieme in un camper all’interno degli autodromi. Canadese, esordi’ al volante di una Ferrari il 9 ottobre 1977 nel gran premio del Canada. Circuito di mosport, nella provincia dell’Ontario. Fece a pezzi l’albero della trasmissione. Un anno dopo, ma a Montreal, l’ 8 ottobre del 1978, vinse il suo primo gran premio. Ferrari commento’: ” Villeneuve rappresenta una luminosa speranza che è diventata realtà” .

Una realtà abbagliante  e purtroppo fuggevole, come la coda di una cometa. Che se lo porto’ con se’ 4 anni dopo, in Belgio. Ferrari per una volta cedette a un sentimento quasi filiale verso un pilota: “Il mio passato e’ pieno di dolore e di tristi ricordi: mio padre, mia madre, mio fratello, mio figlio. Ora quando mi guardo indietro vedo tutti quelli che ho amato. E tra loro vi è’ questo grande uomo, Gilles Villeneuve. Io gli volevo bene” . Ecco, penso a Gilles ora che la formula uno si prepara a sbarcare in Canada, a Montreal, l’8 giugno, sulla pista che è’ stata dedicata a Villeneuve.

Provo a immaginare come si comporterebbe sulle monoposto di oggi, così inutilmente complicate, con i motori elettrici, le diavolerie aerodinamiche, le regole astruse, l’elettronica esasperata, i consumi ridotti, le strategie messe a punto da pensosi ingegneri specializzati. Ce la farebbe Gilles a essere Gilles, a essere meravigliosamente se stesso anche nel 2014, con pregi e difetti? Riuscirebbe a dare quel tocco di spericolata umanità a uno sport che pare diventato un glaciale videogioco?Ognuno può dare la propria risposta, anche perché, ovviamente,  la riposta non c’è’.

Mi piacerebbe che i lettori di questo blog che parte facessero sentire la loro voce. Attraverso un ricordo, una testimonianza, una emozione che il nome Villeneuve suscita in chi ama lo sport della formula uno; in chi  c’era allora e Gilles l’ha visto correre e in chi ne ha solo sentito parlare e l’ha eletto comunque a mito dello sport automobilistico. Un gioco della memoria, inutile ma bello, come tutti i giochi. Per poi riparlarne.

Guarda i video:

Il duello tra Gilles Villeneuve e Renè Arnoux Digione 1979.

La vittoria del Gran Prix in Canada nel 1978

 

 

 

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